I nerazzurri battono 1-0 il Genoa nel recupero dell'11esima giornata e salgono al sesto posto in classifica agganciando il Palermo a quota 20 punti. Ci pensa il giapponese con un gol di testa al 67': seconda vittoria consecutiva per gli uomini di Claudio Ranieri.
Ti aspetti Diego Milito e invece a decidere tutto è Yuto Nagatomo. Il giapponese, alla seconda rete consecutiva dopo quella alla Fiorentina, va ancora in gol a Marassi contro il Genoa, decidendo il recupero dell'11esima giornata di Serie A, una partita equilibratissima sino all'incornata del terzino ex Cesena. L'Inter vince 1-0 e d'un tratto si trova nei quartieri alti del nostro campionato, agganciando il Palermo al sesto posto e portandosi soltanto a un punto di distanza dal Napoli quinto grazie alla quarta vittoria nelle ultime cinque giornate.
Alberto Malesani schiera una formazione molto simile a quella vista nell'ultimo impegno interno contro il Milan, con una difesa a cinque che vede Mesto e Moretti nel ruolo di esterni e propone Merkel come guastatore a supporto dell'unica punta vera Ze Eduardo, che rimpiazza come punto di riferimento l'infortunato Palacio in quello che è un 5-4-1. Partono dalla panchina Jankovic, Pratto e Caracciolo, mentre sono indisponibili anche Birsa, Kucka, Antonelli e Bovo. Claudio Ranieri conferma il 4-4-2 delle ultime uscite con la coppia Milito-Pazzini in prima linea. A centrocampo, però, c'è la novità rappresentata dall'ex doriano Poli, che fa il suo esordio in maglia nerazzurra nel suo ex stadio e nel ruolo di centrocampista di sinistra, con Faraoni ala destra. Parte dalla panchina Diego Forlan, al rientro dall'infortunio. Ancora ai box, invece, Viviano, Jonathan, Ranocchia, Stankovic, Chivu, Sneijder e Maicon.
L'Inter parte forte, sfruttando l'atteggiamento un po' sparagnino del Genoa per portarsi in avanti e gestire il pallone. Di occasioni, però, non ve n'è neanche l'ombra e con il passare dei minuti i rossoblù prendono coraggio per qualche innocua scorribanda in contropiede. Proprio quando il primo tempo sembra destinato a scivolare nella noia, giusto prodotto di una squadra troppo lenta (quella di Ranieri) e una troppo timorosa (quella di Malesani), ecco il guizzo emotivo. Al 34', infatti, Samuel va a staccare di testa indisturbato su un corner dalla destra, il primo tiro in porta del match non diventa gol soltanto perché Frey fa un miracolo salvando d'intuito e Milito, sulla respinta, calcia addosso al portiere rossoblù. Una doppia occasione clamorosa, almeno quanto è clamoroso il rosso non dato dall'arbitro Banti a Granqvist, che al 37' ferma irregolarmente Milito lanciato in porta. Sarebbe espulsione e punizione dal limite dell'area, ma il direttore di gara lascia incredibilmente correre. Tutto il resto è noia e la prima frazione si conclude sullo 0-0.
Ranieri toglie subito Faraoni (cercato poco) e inserisce Alvarez (46'), mentre Malesani leva un immalinconito Ze Eduardo (lui, invece, cercato pochissimo) per mettere Pratto (51'). Lo stallo permane, nonostante al 55' il Genoa protesti per un gol annullato a Granqvist, che aveva anticipato Lucio su una punizione dalla sinistra ma in fuorigioco millimetrico. L'Inter sembra essere in flessione a livello fisico, così Malesani rischia e alla mezz'ora dalla fine mette Jankovic per Constant. La mossa non paga assolutamente, perché nel fortino genoano si apre una falla a centrocampo. E i nerazzurri puniscono alla prima palla gol della ripresa. Cross dalla destra, ma di sinistro, di Alvarez, incornata perfetta di Nagatomo che anticipa Mesto e segna il quarto gol italiano, secondo consecutivo (67'). Il Grifone esce definitivamente dal match. Pazzini sfiora subito il raddoppio, mentre Malesani passa al 3-4-3 inserendo Caracciolo al posto di uno spento Merkel. Il Genoa prova il tutto per tutto, ma l'occasione migliore è di Alvarez, che al 78' colpisce un palo clamoroso con un mancino splendido da fuori area. All'82', poi, arriva anche la standing ovation regalata da tutto il Ferraris a un Milito sempre più ombra di se stesso. Al suo posto entra Forlan, ma l'ultima emozione non è questa perché poco dopo cala il gelo quando Marchiori, giovane capitano della Primavera rossoblù in panchina nel Genoa, sviene a bordocampo e viene portato via dalla barella. Fortunatamente, era soltanto un piccolo calo di pressione. Finisce 1-0 per l'Inter, anche perché Nagatomo al 91' salva un tiro a botta sicura di Marco Rossi con un altro colpo di testa sulla linea.
La tipica esultanza di Yuto Nagatomo con Javier Zanetti.

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